motore di Adam-invenzione sorprendente

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Con il seguente articolo andrò descrivere quali sono le differenze tra il Motore di Adam e il “Motore ad Impulsi di Bedini.

l’Adam motor funziona in maniera molto diversa rispetto al motore di Bedini. Mentre il “Motore ad Impulsi di Bedini” è un motore elettrico, l’Adam motor è un motore elettro-meccanico.

Mi spiego…Partiamo dalla base.

“Motore ad Impulsi di Bedini”

Esso è composto da una parte fissa e una parte mobile, cioè il rotore. Il rotore ha nella sua struttura dei magneti al neodimio. Nel parte fissa troviamo principalmente la bobina.

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La bobina ha il compito di dare degli impulsi ai magneti, permettendo così la rotazione. Immaginate proprio come se il magnete venga attratto dalla bobina, e un volta difronte, venga respinto dall’impulso che crea la bobina stessa.

motore di John Bedini_ladyenergylab.net

Una volta che il magnete è stato respinto, e quindi vorrebbe continuare il suo percorso, esso viene frenato, per modo di dire, perché tenderà a ritornare indietro verso la ferrite. Questo può portare a una oscillazione del magnete, e quindi del rotore.

Motore di Bedini_ladyenergylab.net

Bedini utilizzava la stessa forza sia per attrarlo che per respingerlo e quindi il magnete continua la sua rotazione nonostante esso venga attratto al contrario verso la ferrite. Quindi se ci vuole forza 10 per attrarre il magnete ci vorrà forza 10 per respingerlo.

Bedini aveva notato, che nel momento il cui il magnete passava davanti alla bobina ed essa veniva eccitata per respingerlo, si creava, in quel momento, un picco elettronegativo molto alto che lui indirizzava alle batterie per ricaricarle.

Il nostro amico Adam, però, ha pensato bene di fare diversamente! La genialata consiste in questo:

Adam Motor

l’Adam motor è sempre composto da una parte mobile, il rotore, e una parte fissa, tra cui il circuito elettronico e la bobina. Abbiamo sempre i nostri cari magneti al neodimio nella struttura del rotore. La bobina è strutturata in maniera molto differente da quella di Bedini. Essa è più larga e il nucleo di ferrite è 1/4 rispetto alla grandezza del magnete, quindi decisamente più piccola.

Cosa succede?

Nel momento in cui il magnete viene attratto dalla ferrite, e si avvicina sempre di più al centro, la bobina viene eccitata, ma badate bene, non per dare un impulso al magnete, ma per sparire. Si avete letto bene, la bobina sparisce, e il magnete, convinto di trovare la ferrite non trova niente. Spiegando in termini di campi magnetici, immaginate delle linee di forza del magnete, che puntano verso la ferrite, proprio come dei campi invisibili.

adam motor_ladyenergylab.net
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Ma quando il magnete è quasi sul punto di essere difronte alla ferrite, essa sparisce, e il flusso magnetico viene deviato.

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Prima ho spiegato come nel motore di Bedini il magnete, dopo essere passato davanti alla bobina, voglia, per sua natura, ritornare indietro verso la ferrite. Nel motore di Adam questo non avviene, perché nel momento in cui la bobina sparisce, il magnete non tenderà a ritornare indietro, ma anzi continuerà tranquillo la sua rotazione.

Il rotore così acquisterà molta velocità. Perchè?

Ad infinitum

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Il magnete viene attratto dalla ferrite con forza 10, ma utilizzerò solamente forza 8 per eccitare la bobina. Il risultato che otteniamo dalla differenza tra 10 e 8 corrisponde a 2. Quindi a ogni rotazione, si sommerà 2, e avremo forza 12, ma sempre forza 8 per attivare la bobina. Al giro successivo avremo forza 12 che si andrà a sommare nuovamente alla differenza, delle due parti, e si salirà a 14. Ribadisco, che la forza con la quale attivo la bobina è sempre la stessa. Così acquisterà, per questo motivo, sempre più velocità sempre più giri, perchè la rotazione prima si andrà a sommare con quella dopo.

Ecco la meravigliosa scoperta di Adam, perché si ottiene un risultato sorprendente. Nonostante utilizzi meno energia per eccitare la bobina, il motore comunque non ci rimette affatto, anzi acquista sempre più velocità.

Bene, spero di aver chiarito le differenze tra questi due motori. se dei concetti non sono chiari, se pensate che sia stata superficiale in alcuni punti ,per favore non fatevi remore a scrivermi o a commentare.

Arriverà, per continuare l’argomento di questo articolo, un guida a come io costruisco il motore di Bedini e il motore di Adam. Al momento ho costruito un motore che è un po l’unione dei due, anche se verte più su Bedini. esso ricarica le batterie oltre ad accendere led da 12-24 volt.

Se sei interessato a questo mio motore (gioco educativo) ti invito a contattarmi.

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2 comments on “motore di Adam-invenzione sorprendente

  1. Marco Santanchè

    Buongiorno Lady Energy.
    Scopro con piacere un sito in italiano che parla del motore di ADAMS e di Bedini, complimenti per la realizzazione del dispositivo, ben fatta ed interessante anche se più complicata del necessario e comunque da non confondere con un giocattolo. Nonostante le dimensioni e le tensioni in gioco. Il rotore può raggiungere e superare i 3000 giri mentre gli impulsi di reazione della bobina arrivare ad alcune centinaia di volt e quindi capaci di danneggiare l’eventuale alimentatore/batteria o incauto utilizzatore.. Un ultima osservazione riguardo alla complessità: il motore di Adams può veramente essere realizzato senza componentistica elettronica basta un rotore con 4 magneti, una piccola bobina con nucleo ferromagnetico ed un interruttore sensibile alla rotazione del rotore (sensore di hall, fotodiodo, finecorsa meccanico..) purchè resista alle correnti e tensioni che si sviluppano tipicamente ad esempio sensore di hall da 250V/2A per una alimentazione del gruppo a 12Vdc. Per quanto alla definizione di motore per Bedini si tratta di un pulsatore elettromeccanico basato sull’oscillatore bloccante anche noto come Joule Thief in cui l’accensione periodica del transistor o Mosfet (o altro dispositivo attivo a semiconduttore ) viene forzata da una causa esterna (il magnete del rotore che impegna la bobina) ed in genere non è auto avviante. Il dispositivo di Adams è invece un motore a riluttanza variabile auto avviante a basso consumo energetico. Grazie della divulgazione Lady Energy con l’augurio sincero che il tuo lavoro possa ispirare chi non teme l’esplorazione di queste teorie di confine.
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    1. LadyEnergyLab Post author

      Piacere Marco! Ti ringrazio davvero tanto per il tuo così completo e impeccabile commento. Esso va a integrare molti di quegli concetti non ancora espressi in questo blog. Sono perfettamente d’accordo con te, queste tecnologie sono tutt’altro che giocattoli, sebbene io li divulghi utilizzando tale termine. Sono essi dei prototipi sperimentali, costruiti in scala ridotta, questo per facilitare la sperimentazione da parte di chi vuole approfondire tale materia, ed è all’inizio. Tali tecnologie, per come le approccio io, sono sempre in evoluzione e mi impegnerò a perfezionarle sempre di più, aprendo la strada ai veri ricercatori.
      Grazie ancora Marco! Il tuo commento è ora un pezzo integrante del mio Blog!

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